I nuovi dati 2014 sui comportamenti a rischio in adolescenza

adolescenza e rischio

Comportamenti a rischio, disturbi alimentari e abbandono scolastico sono stati alcuni tra i temi trattati alla due giorni riminese “Supereroi Fragili – Adolescenti a scuola tra vecchi e nuovi disagi” al Palacongressi di Rimini.

Accanto al cyberbullismo, il binge drinking (il consumo di grandi quantità di alcol in poche ore), praticato da 1 adolescente su 4, si affiancano altri comportamenti estremi come l’eyeballing, che consiste nel versare superalcolici ad altissima gradazione negli occhi, il balconing, in cui i ragazzi si sfidano a saltare nel vuoto da un balcone all’altro o il car surfing dove l’automobile si trasforma in un mezzo per lo sballo, abbandonando lo sterzo lanciati a forte velocità. Cosa spinge i giovani verso il rischio e la ricerca di sensazioni forti?

“Quando gli adolescenti prendono una decisione- spiega Cristina Faliva, psicologa e psicoterapeuta dell’Asl di Roma – sono condizionati da un’immaturità legata non solo all’età, ma anche a uno stadio di sviluppo di alcune parti del cervello che riduce molte capacità tipiche delle attività adulte. A questo si aggiunge il rapporto adolescente-rischio, dominato dalla ricerca della ricompensa e di un piacere immediato“. L’Italia è tra le peggiori d’Europa per gli abbandoni scolastici: nel nostro Paese lasciano la scuola superiore e la formazione professionale prima del tempo il 17,6% degli alunni (la media Ue è del 12,7%), ancora lontano dall’obiettivo di scendere sotto il 10% che l’Europa ha imposto per il 2020.

Secondo Tuttoscuola, negli ultimi 15 anni l’uscita prima del tempo dall’istruzione ha riguardato circa 3 milioni di giovani italiani, il 31,9% di coloro che dopo la terza media si sono iscritti a una scuola secondaria superiore o alla formazione professionale.

Ancora, secondo il rapporto Ocse ‘Education at glance 2014′ nel 2012 in Italia un giovane su 3 (31,5%) tra i 20 e i 24 anni non lavorava e non studiava.

In Italia circa 3 milioni di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare. Anche se il picco si riscontra tra i 13 e i 17 ani, l’età si sta abbassando arrivando fino agli 8 anni. Anoressia e bulimia sono disturbi molto complessi, spesso chi ne soffre non ammette di avere un problema e quando lo fa non sempre sceglie di affidarsi alle cure. Secondo le ultime stime del Centro italiano disturbi alimentari psicogeni, solo il 40% delle ragazze anoressiche o bulimiche ne è consapevole e ammette di avere un cattivo rapporto con il cibo, di queste solo il 5% decide di iniziare un percorso terapeutico. (Dire – Redattore Sociale) (Wel/ Dire)

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