La morte di un gemello in età evolutiva: quali conseguenze psicologiche?

Gemelli

Nei casi di morte di un gemello, sia che esso sia nato morto o che muoia subito dopo la nascita, il senso di perdita è profondo. Si sono potute constatare reazioni di dolore prolungato e profondo a distanza di un anno dalla morte, più comuni nelle madri che avevano perso un neonato gemello piuttosto che tra le madri che avevano perso il loro unico figlio.

I genitori si trovano a vivere contemporaneamente sentimenti opposti, quali la gioia per la nascita del gemello sopravvissuto e il dolore per la morte dell’altro gemello. Spesso sono confusi, sentendosi in colpa nei momenti in cui gioiscono alla vista del gemello vivo, cercando di nascondere e di non mostrare a se stessi il dolore che provano, per non creare ripercussioni sull’altro figlio. Il senso di colpa viene vissuto anche nei confronti del dolore provato; spesso l’ambiente circostante sottovaluta la disperazione dei genitori, considerandoli fortunati per avere avuto almeno un figlio singolo. Si è potuto notare che la mancanza di occasioni per poter esprimere la sofferenza ed elaborare il lutto ha finito per condizionare il rapporto con l’altro gemello.

Alcune madri pensano al loro bambino come a un bambino incompleto, un bambino “a metà” e sono convinte che il bambino si senta solo. Sono stati riportati anche sentimenti di rifiuto e di risentimento nei confronti del gemello sopravvissuto, anche per molti mesi, con il rischio di scaricare su di lui la responsabilità della morte del co-gemello e di fare confusione tra il gemello morto e quello vivo.

Il non negare la morte del gemello è importante sia per i genitori sia per il gemello sopravvissuto, soprattutto quando, sentirà il bisogno di ricostruire il proprio passato e riscoprire la propria identità di gemello, senza avvertire il peso di ciò che non essendo stato rivelato può nascondere ai suoi occhi una propria colpa.

Per il gemello sopravvissuto può essere difficile vivere il conflitto fra gioia e dolore, in quanto per i suoi genitori il giorno del suo compleanno rappresenta anche l’anniversario della morte del co-gemello. Le reazioni della famiglia e dell’ambiente nei confronti del bambino morto e del bambino sopravvissuto, ma rimasto solo, sono determinanti. I genitori, prigionieri del proprio lutto, spesso non prestano attenzione a quello del gemello, che viene così trascurato dalla morte del suo doppio. Il lutto dei genitori, talvolta prolungato, i loro rimpianti, apertamente espressi davanti al bambino sopravvissuto, sono vissuti da lui come un rimprovero perché è sopravvissuto al suo doppio, di cui non è che un pallido riflesso. L’altro è idealizzato, all’altro si attribuiscono, a titolo postumo, tutte le qualità che lui, il sopravvissuto, non possiede. L’oggetto del desiderio dei genitori non era allora lui ma l’altro, il morto, che nel loro amore sembra molto più presente. Il morto ha quasi più esistenza del sopravvissuto; quest’ultimo, ridotto alla parte di mediocre controfigura, sembra di scarsa consolazione, come se la morte avesse sbagliato persona e sarebbe stato preferibile e più “giusto” che fosse l’altro a rimanere in vita.

 

 

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